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La nostra visione

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Un messaggio infinito

In questa ci va menor cognitione della Architettura che nella tragica perciochè gli edifici sono di persone private le quali si vanno accomodando meglio che possono e con tutto questo è pari la pratica della prospettiva rispetto agli spettatori e all’apparenza delle cose e lo esempio è qui sotto. (Daniele Barbaro, La Pratica della Prospettiva, Venezia 1569 p. 157).

In questa dimensione prospettica descritta da Daniele Barbaro mi sono ritrovato nella Villa Maser dove improvvisamente la meccanica della scena si è rivelata con le assonanze incredibili di testi e immagini attribuiti a Shakespeare. La precisione di queste immagini rispetto ai testi è stata totalizzante per me in quanto mi ha posto nel sentiero del dubbio e della ricerca. Subito ho cercato tra quelle immagini che mutavano di capire il nesso tra quel luogo e l’Inghilterra, che mi è stato indicato dalle parole di Thomas Kyd “noi siamo tutti là”, intendendo gli attori ed i commediografi.  Un imponderabile si coniuga con elementi di una realtà in fieri, portandomi ad individuare e rendere concettualmente reale qualcosa ad altri inconcepibile. In questo frangente la comprensione esplicativa è di una banalità assurda e al contempo l’intima meccanica (neoplatonismo, cabbala etc.) mi era ignota

Mi sorge un senso ironico (credo) del posto come elemento ispiratore sotteso alla Villa Maser. Il passaggio dal Rinascimento all’epoca Barocca è stato consegnato concettualmente alla casualità che io fossi in quel luogo e in quel punto e che avessi riconosciuto, ecco l’ironia, come nel 1500 si poteva esser ospiti e protagonisti della visione prospettica teatrale allestita dal padrone di casa. Trovato il bandolo la soluzione è stata immediata. Le mie conoscenze erano sorsi sparsi e il mio approccio appassionato al mondo della cultura in generale, del teatro e della musica, tra cui il teatro musicale euro-americano a torto considerato una forma minore d’arte, mi hanno portato a sfuggire all’ipnosi del qualunquismo culturale che si muove su schemi precostituiti. Questo sembra indicare una conoscenza enciclopedica e universale, ma non lo è. E’ lo stimolo a conoscere e a vivere il sapere nella sua interezza con un’intelligenza intuitiva e ramificata.

Villa Maser è la chiave che ci offre di comprendere il Rinascimento,  tra l’Umanesimo e l’età moderna ed è essa stessa un vero teatro secondo il mio personale punto di vista, di studioso della materia palladiana e profondo conoscitore della  pittura veneziana e dei suoi riflessi nei testi shakespeariani, delle sue implicazioni nello schema di villa palladiana e nell’opera del Palladio in generale. Con il libro ho stabilito un rapporto personale e attivo. Si dice che leggere apra i mondi, i mondi della conoscenza, della cultura e della tradizione ma soprattutto apre il cuore e la mente a condividere con altri.  Di qui la Fondazione Hausbrandt di Vienna: musica, arte, filosofia, architettura e Shakespeare.

Presidente Martino Zanetti

BARBARO DANIELE - La pratica della perspettiva, 1569.

“Descrittione della scena comica” capitolo XVIL. Pagina estratta dal libro di DANIELE BARBARO La pratica della perspettiva, opera molto utile a pittori, a scultori, & ad architetti. – Venezia, appresso Camillo & Rutilio Borgominieri fratelli, al segno di S. Giorgio, 1569.”

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